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brochure_bol_d_airIl respiro è il movimento ritmico che anima con adeguamenti spontanei di ampiezza, di frequenza e di intensità il fluire della vita.

L’atto dell’inspirazione produce l’espirazione, così che il “corpo” entra in comunicazione con il “mondo inorganico”, estrae ossigeno dall’aria e cede anidride carbonica, come risultato di un processo di combustione lenta che produce energia, mentre l’”Io” entra in comunicazione con il “non Io”.

Le filosofie orientali hanno dato grande importanza alla respirazione come mezzo per acquisire il controllo globale sul corpo e sulla mente e per la crescita interiore, ma con le note diversità di tradizioni e di identità culturale l’arte e le tecniche della respirazione hanno ottenuto ampi riconoscimenti anche in occidente.

Il respiro rappresenta, infatti, una relazione costante energetica e spirituale con cibo, azioni, emozioni ed interazioni attraverso l’escursione simbolica tra le polarità:

-pieno/vuoto;

-prendere/lasciare;

-libertà/limitazione;

-tensione/rilassamento

-contatto/separazione.

La libertà del respiro si associa a sensazione di leggerezza, energia, sicurezza, disponibilità; al contrario respirare aria pesante è la sensazione che si registra nel disagio ambientale, lavorativo e relazionale quando si avverte la tensione derivante da una respirazione affrettata e poco profonda spesso associata ad una visione negativa delle cose.

Il respiro può essere regolare, breve, corto, lungo, ampio, leggero, pesante, superficiale, profondo, raro, frequente, affannoso, rumoroso così come l’aria può essere pura, fine, leggera, fresca, rarefatta, balsamica o al contrario viziata, cattiva, malsana, inquinata, umida, afosa, stagnante, puzzolente.

Le caratteristiche stesse dell’aria che respiriamo ci dicono che il respiro non offre a tutti ed in ogni momento le migliori opportunità di scambio gassoso.

Anche per il respiro abbiamo bisogno di ricaricarci e di riprendere dalla natura.

Respirare liberamente al mare ed ai monti ci restituisce un senso di fiducia e di libertà che deriva dal contatto con la purezza minerale dell’aria lontana da influenze negative e contaminazioni.

Respirare nei boschi di conifere offre in più il dono di una migliore ossigenazione derivante dall’inalazione di sostanze terpeniche ed aggiunge sensazioni di energia ed ottimismo.

L’intuizione di Renè Jacquier e la nascita del “Bol d’air”

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E’ risaputo fin dall’antichità che l’aria delle foreste di conifere è molto favorevole alla salute ed è consigliata a tutti coloro che hanno problemi respiratori.

Renè Jacquier chimico e biologo francese riuscì ad individuare nei perossidi delle essenze terpeniche, rilasciate da abeti e pini, le sostanze dotate delle virtù curative dell’aria che si respira nei boschi di conifere.

Il problema era quello di ottenere la perossidazione delle essenze terpeniche emanate dalle resine, come quella che ha luogo in natura per effetto degli ultravioletti, del sole e del vento.

Fin dal 1947 sono stati studiati molti sistemi per produrre perossidi di alfapinene, fino a perfezionare nel 1986 un nuovo procedimento tecnico che ha dato vita al “Bol d’air” capace di garantire:

-semplicità di utilizzo;

-sicurezza;

-affidabilità e qualità della produzione dei perossidi di alfapinene;

-possibilità di avere apparecchi per uso famigliare, meno onerosi, più piccoli, più estetici.

Il processo essenziale attivato dalla macchina è l’esposizione di un vapore ricco in α e β pinene all’azione di due archi elettrici e di una resistenza riscaldante che producono una perossidazione completa dei pineni.

I perossidi di α e β pinene hanno vita brevissima e devono essere inalati immediatamente al momento della loro produzione per poter svolgere correttamente la funzione di catalizzatori.

Il perossido di alfapinene, che viene inalato dal “Bol d’air” ha la proprietà di modificare l’affinità dell’emoglobina per l’ossigeno a vantaggio della respirazione cellulare, catalizzando la trasformazione dell’ossigeno molecolare in ossigeno monoatomico nascente ed offrendo la grande opportunità di fruire dei vantaggi delle foreste di conifere addirittura nella propria abitazione.

Quando si nuota ci si rende conto che ad ogni bracciata si deve respirare, che bisogna prendere per poter dare; nelle cose di ogni giorno, invece, ci riduciamo a trascinare affannosamente e senza energie la nostra esistenza.

L’integrazione respiratoria con i terpeni perossidati migliora l’utilizzazione dell’O2 a livello cellulare, migliora le condizioni di ipoossigenazione e ottimizza le risorse energetiche, immunologiche e metaboliche.

Il concetto di integrazione respiratoria

La complessità di vita dell’uomo del III millennio riguarda l’ambiente, la nutrizione, il movimento e la vita di relazione.

Abbiamo già assistito in questi anni al successo dell’integrazione in campo nutrizionale nel senso di integrare l’alimentazione con specifiche sostanze (nutrienti e non), in condizioni di ridotto apporto o di aumentato fabbisogno o a sostegno di interventi dietoterapici in situazioni che comportano una compromissione della digestione, assorbimento ed utilizzazione degli stessi, o in situazioni che evidenziano specifiche carenze.

Abbiamo anche assistito al successo del fitness inteso anche come opportunità di razionale integrazione motoria nelle varie età della vita.

La prassi dell’integrazione respiratoria con il metodo “Bol d’air Jacquier” è un nuovo e rivoluzionario concetto di integrazione che utilizza la via inalatoria per introdurre terpeni naturali derivati dalla resina del Pinus Pinaster ed attivati attraverso un processo di perossidazione.

L’attività dei perossidi di alfapinene che consiste nell’incrementare la biodisponibilità dell’ossigeno monoatomico a livello tissutale, viene chiamata ossigenazione biocatalitica.

Il “Bol d’air Jacquier”, quindi, attraverso la produzione di biocatalizzatori dell’ossigenazione supporta un processo di integrazione respiratoria, in grado di proporre un nuovo ed originale approccio metabolico naturale, semplice, sicuro ed affidabile.

Comunicazioni scientifiche e studi sono stati condotti al fine di dimostrare l’attività antiossidante del metodo e l’utilità metabolica dell’integrazione respiratoria nell’obesità e nel diabete.

 

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